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Un documento del
vescovo di Siracusa ne attesta l'esistenza in situ nel 1396, ma la
data della sua prima edificazione è da collocarsi dal 1301 al 1350
circa, come attestato dallo storico secentesco Placido Carrafa.
Eretta a Collegiata con bolla di Clemente VIII del 2 gennaio 1597,
due secoli dopo per Decreto Regio di Carlo III di Borbone (1797), ed
in seguito a secolare disputa, è stata dichiarata Chiesa Madre al
pari di S. Giorgio, la chiesa "ufficiale" dei Conti. Fa parte
anch'essa della lista dei Monumenti Bene dell'Umanità dell'UNESCO.
Danneggiata dal passare dei secoli e dalle frequenti scosse
telluriche in quest'area ad alto rischio sismico, fu a più riprese
ricostruita, ma alcuni elementi interni furono risparmiati dai
crolli; si conserva ancora una cappella laterale dedicata
all'Immacolata, che riporta la data del 1620 incisa sul cupolino, e
che ha resistito anche al terremoto del 1693. I lavori di
ricostruzione furono diretti da due sapienti capimastri locali,
Rosario Boscarino di Modica e Mario Spada di Ragusa. Una bella
scalinata con le statue dei dodici Apostoli, chiamati dal popolo
Santoni, conduce alla sobria ma maestosa facciata suddivisa in due
ordini, e abbellita da quattro statue, raffiguranti San Cataldo,
Santa Rosalia, San Pietro e la Madonna, che arricchiscono il secondo
ordine, che è infine sormontato all'apice della facciata dalla
scultura, in altorilievo, di un Gesù Cristo in trionfo. L'interno
della chiesa, a tre navate e con 14 colonne dai bei capitelli
corinzi, è spettacolare e decoratissimo, a partire dal pavimento,
del 1864, con intarsi di marmo bianco, marmi policromi e pece nera,
per finire con la volta, ricca di magnifichi affreschi, raffiguranti
scene del Vecchio e del Nuovo Testamento, iniziati nel 1760 circa
dal pittore locale Gian Battista Ragazzi con la collaborazione del
figlio Stefano, e portati a termine intorno al 1780, probabilmente
solo dal figlio. All'interno si conservano due statue marmoree, una
"Madonna di Trapani" attribuibile ad un allievo di Francesco
Laurana, databile intorno al 1470, ed una bellissima "Signora del
Soccorso" (1507), altrimenti detta Madonna della mazza per la
stretta somiglianza con l'analoga opera dello scultore Giorgio da
Milano, detto Il Brigno, presente nel Duomo di Termini Imerese
(altra Madonna col Bambino, datata 1497, molto simile nel panneggio
a quella di Modica, sempre dello stesso scultore, si trova in
Madonna delle Grazie di Naro-AG). La statua ora in San Pietro è
proveniente dalla chiesa di S. Maria del Soccorso, dove a sua volta
era stata portata dalla vecchia chiesa dallo stesso nome distrutta
nel 1927 per costruire l'Istituto Magistrale. Giorgio Brigno da
Milano, considerato dal Pitruzzella uno dei migliori artisti del
Rinascimento siciliano, lavorava a Palermo nella bottega di Domenico
Gagini. Notevole il gruppo statuario che raffigura San Pietro e il
Paralitico, del 1893, in legno di quercia, considerato il capolavoro
del palermitano Benedetto Civiletti. Il lampadario centrale, che
incombe sull'altare maggiore, è un notevole lavoro di vetreria
proveniente da Murano. L'organo monumentale, opera dei fratelli
Polizzi ed inaugurato nel 1924, è composto da 3200 canne, 32
registri e due tastiere. |