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La Chiesa di San
Giovanni Evangelista presenta una facciata la cui ultima versione è
stata rifatta dopo il 1869, per essere completata fra il 1893 ed il
1901. Il luogo di culto si trova in questo sito dal 1150 (bolla di
papa Eugenio III). Un documento del marzo 1217 cita le Chiese di San
Giovanni e di San Giorgio in Modica come poste sotto la tutela della
Chiesa di Mileto, in Calabria. Si trovava in questa spianata il
primo edificio religioso di Modica, la Chiesa di San Pietro extra
moenia del VII secolo, con adiacente un coevo monastero di
Benedettini, uno dei sei fondati in Sicilia da San Gregorio Magno.
Ma un diploma di cui riferisce lo storico Placido Carrafa, riporta
che il Preposto di San Giorgio ordinò la demolizione, avvenuta nel
1454, del monastero attiguo a S. Pietro fuori le mura, lasciando
spazio ad una nuova e più grande costruzione, un sol corpo con
quella di San Pietro, e che venne dedicata anche a San Giovanni
Evangelista. Successivamente, essendo sorta nel frattempo, nel
Trecento, una Chiesa dedicata a San Pietro nella parte bassa della
città, la chiesa di Modica Alta mantenne la sola intitolazione a San
Giovanni Evangelista, per quanto una campana fusa nel 1550 riporti
ancora incise le effigie di ambedue gli Apostoli. Danneggiato il
primo tempio dal terremoto del 1542, fu presto riedificato nelle
dimensioni attuali, per essere poi gravemente colpito dal terremoto
del 1693. Ricostruita la chiesa in forme barocche tra i primi
decenni del Settecento ed il 1839, il prospetto fu lievemente
lesionato dall'ulteriore sisma del 1848, il che portò alla
decisione, nel 1893, di modificare ulteriormente la facciata, dando
forma a quella definitiva di fine Ottocento[16], in stile
neoclassico, simile al prospetto della Collegiata di Catania, che
possiamo ammirare ancor oggi. Ricca di pregevoli stucchi
all'interno, con le rappresentazioni dei quattro Evangelisti, vi si
conserva il Gruppo Statuario dell'Addolorata, del Cinquecento,
composto dalle pregevoli statue della Vergine Maria e di Marta che
piangono Gesù appena spirato, staccato dalla Croce, e sostenuto
dalle braccia amorose della Maddalena. Al gruppo statuario
originario, nell'Ottocento, furono aggiunte le statue del Redentore
moribondo pendente dalla Croce, e quella del suo discepolo
preferito, Giovanni (poi Evangelista). Ai piedi dell'Altare di San
Giovanni Ev. è poggiata un' Arca, contenente quasi tutti i resti del
corpo di Santa Temperanza martire, donati alla chiesa da un certo
don Fidenzio di Ascoli, su licenza di don Ottavio Carafa,
Arcivescovo di Patrasso, donazione avvenuta alla metà circa del XVII
secolo (come risulta dai documenti custoditi in parrocchia, fra cui
gli Atti di una ricognizione eseguita il 20 giugno 1664 dal Vicario
generale di Siracusa, Giuseppe Capobianco, su disposizione del
cardinale Ginetti). La chiesa presenta all'esterno una riposante ma
scenografica scalinata, ai cui lati i muri perimetrali sono
intercalati da ben ventisei pilastri, che in tempi passati dovevano
sorreggere altrettante statue, mentre ora se ne conservano solo tre.
La chiesa si trova nella parte alta del centro storico della città,
anzi, la croce che sormonta l'apice della guglia, rappresenta, con i
suoi 449 m, il punto più alto della città di Modica. Sul lato
sinistro della chiesa, un tortuoso reticolo di strette viuzze dal
sapore medievale conducono, dopo una breve passeggiata, al Belvedere
della città alta, il cosiddetto Pizzo, da cui, in uno splendido
colpo d'occhio, scivolando veloce lo sguardo fra tetti e scalinate,
si domina il centro storico di Modica.
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