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La Chiesa del
Carmine è una dei pochi monumenti che resistette alla violenza del
sisma del 1693. E infatti il prospetto, che aveva superato indenne
anche i terremoti del 1542 e del 1613, è arricchito da un bellissimo
portale risalente alla fine del Trecento, Monumento Nazionale,
sovrastato da un rosone francescano con dodici bracci, il tutto in
stile gotico chiaramontano. Le parti superiori della facciata e del
campanile sono comunque sovrastrutture barocche post terremoto.
All'interno, in fondo alla chiesa sulla destra, a lato dell'altare,
si conserva una cappella tardo-gotica, anch' essa databile XIV
secolo, riportata alla luce di recente. Presenta essa tracce di
affreschi murali, ed il suo pavimento ricopre una cripta funeraria,
visibile da una botola, mentre una parete del Settecento ha tenuto
nascosto per tre secoli il bellissimo arco d'ingresso alla cappella,
trapuntato come un merletto. Un altare sulla sinistra accoglie il
prezioso gruppo statuario dell'Annunciazione, opera di Antonello
Gagini del 1528. All'interno della Chiesa di Santa Maria
dell'Annunziata(il nome originale del Tempio) si conserva anche la
splendida tavola di Sant' Alberto, dipinta nei primi anni del
Cinquecento (durante la sua residenza siciliana fra il 1513 ed il
1517) da Cesare da Sesto, allievo di Leonardo da Vinci. Girando lo
sguardo all'indietro, nella cantoria collocata sopra l'ingresso
della chiesa, si ammira un delizioso organino monumentale in legno,
il più antico fra quelli ancora funzionanti a Modica, datato 1774.
Risale al 2006 invece il ritrovamento, da parte di un privato
proprietario di un locale attiguo alla Chiesa, lato via Pellico,
durante lavori di pulizia, di un altro portale gotico di fine
Trecento, che costituiva l'ingresso alla Chiesa da quella che era la
navata laterale, andata svenduta e modificata per usi civili dopo i
danni causati dal terremoto del 1693. I lavori di recupero, eseguiti
dal privato sotto l'occhio vigile della Soprintendenza alle Belle
Arti avvisata con molto senso civico, hanno portato anche al
rinvenimento di una cripta sotterranea, colma di ossa, reliquie
probabilmente dei monaci carmelitani. Attualmente non visitabile,
questo scrigno dovrebbe essere aperto alla fruizione pubblica a
breve, con l'affidamento alla custodia ad una cooperativa turistica.
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