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Modica,
come altri centri storici del Val di Noto, deve la sua particolare
configurazione urbana alla non comune conformazione del territorio
combinata ai vari fenomeni di antropizzazione. Molte abitazioni
della parte vecchia della città, addossate le une sulle altre, sono
spesso l'estensione delle antiche grotte, abitate fin dall'epoca
preistorica. Sono state censite circa 700 grotte che una volta erano
abitate, o comunque adibite a qualche uso, fra quelle visibili e
quelle "inglobate" in nuove costruzioni. Di notevole rilevanza
storica è l'ottimo stato di conservazione, in pieno centro storico,
della necropoli del Quartiriccio, al quartiere Vignazza, con alcune
decine di tombe a forno scavate nella roccia, risalenti al 2200 a.C.
Il tessuto urbano, adagiato sui fianchi delle due vallate e sui
pianori delle colline sovrastanti, è un intrigo di casette, viuzze e
lunghe scale, che non possono non ricordare l'impianto medievale del
centro storico, tutto
avviluppato
intorno allo sperone della collina del Pizzo, sul quale poggiava
inaccessibile il Castello. Modica è un'inaspettata meraviglia... È
un effetto bizzarro, unico, qualcosa di addirittura irreale come
visto nel prisma deformante del sogno, come un immenso
fantasmagorico edifizio di fiaba, il quale, anziché di piani, fosse
fatto di strati di case. Da questo accastellarsi, svettano campanili
e campanili: con queste parole il poeta e scrittore veronese
Lionello Fiumi descriveva il suo stupore nel raccontare sulle pagine
di un quotidiano il suo viaggio a Modica negli anni settanta del
Novecento. Le chiese solitamente non si affacciano su piazze, ma su
imponenti e scenografiche scalinate modellate sui declivi delle
colline. Lo stile prevalente dei monumenti è quello comunemente
identificato come tardo-barocco, ma più specificatamente, per quel
che riguarda Modica, dobbiamo parlare del Barocco siciliano della
Sicilia sud orientale, quello successivo al catastrofico Terremoto
del Val di Noto del 1693 |